Allenamento
// venerdì 7 maggio 2010 // Nessuno ha detto // Frammenti, Riflessi
(continua…)
"filosofo. poeta. veggente nelle profondità dell'anima. acrobata sul filo delle parole, inventore di mondi, esploratore di vite. mago.
e questo è quanto c'è da sapere, e non è ancora niente."
- lapitzi -
// venerdì 7 maggio 2010 // Nessuno ha detto // Frammenti, Riflessi
// martedì 16 febbraio 2010 // Nessuno ha detto // Frammenti, dell'Altro
Avevamo immaginato, ognuno a suo modo, uno scorrere del Tempo e della nostra vita comune, certamente diverso da questo.
Tu Maestro ed io allievo di un’Arte che non si può insegnare: vivere.
Ricordo le mattine prive di catene e di obblighi, un sole pieno su luoghi in cui i pomeriggi avrebbero visto intrecciarsi storie, vite, parole, sussulti di una umanità destinata a ridurre con il tempo i propri orizzonti, a rinvangare la propria esistenza per trovarvi ancora tracce di fertilità mentre l’ultima stagione buona lascia posto al prossimo inverno; la si poteva osservare dall’alto, attenderne l’odore, mentre mi muovevo con sicurezza nel tuo mondo, sentendo tra le mani le redini della mio divenire.
Attendevo che tutto e tutti venissero a me, (continua…)
// lunedì 18 gennaio 2010 // 2 hanno detto // Frammenti, dell'Altro
Ogni cosa è ricerca di equilibrio.
Ogni fase della vita, dalla prima manifestazione al suo termine è un lungo camminare sulla fune tesa.
Siamo perennemente divisi tra un estremo ed il suo contrario. Precari, straziati, tormentati. Guardiamo ad un orizzonte interrogandoci sul suo opposto. Eternamente combattuti tra azione e verbo, solitudine e acclamazione, tra passione e morale, desiderio ed etica, vizio e virtù. (continua…)
// martedì 20 gennaio 2009 // Nessuno ha detto // dell'Altro
Cinque anni da qui. Uno spazio temporale. Una parentesi tra la prima e la quarta di copertina. Un battito di ciglia che resti fermo come le ali a riposo di una farfalla. Una linea tracciata tra due punti qualsiasi dell’universo. Un bisogno assurdo, impossibile, inconcedibile, eppure proprio per questo urgente.
Ho bisogno di cinque anni. Cinque anni attraverso i quali perdermi. Cinque anni in cui possedere il recinto di quattro pareti nascoste da file elegantemente impilate di libri. Libri di cui ignorare il titolo ma assaporarne la consistenza. Far scorrere tra (continua…)