ho scritto di ‘emozioni’

Talento

// giovedì 4 marzo 2010 // Nessuno ha detto // Frammenti, dell'Altro

Disegnare, è la cosa più primitiva di cui io sia capace.
L’ultimo appiglio. Il primo approdo.
È qualcosa di viscerale, gutturale, profondo, di aderente all’anima come una pellicola di pelle, nervi e arterie.

Disegno per vomitare, espellendo quello che mi fa male, che mi sta uccidendo. Per esorcizzarlo, trovarlo li davanti agli occhi, inchiodato su un foglio,

(continua…)

Don(‘t)

// martedì 16 febbraio 2010 // Nessuno ha detto // Frammenti, dell'Altro

Avevamo immaginato, ognuno a suo modo, uno scorrere del Tempo e della nostra vita comune, certamente diverso da questo.
Tu Maestro ed io allievo di un’Arte che non si può insegnare: vivere.
Ricordo le mattine prive di catene e di obblighi, un sole pieno su luoghi in cui i pomeriggi avrebbero visto intrecciarsi storie, vite, parole, sussulti di una umanità destinata a ridurre con il tempo i propri orizzonti, a rinvangare la propria esistenza per trovarvi ancora tracce di fertilità mentre l’ultima stagione buona lascia posto al prossimo inverno; la si poteva osservare dall’alto, attenderne l’odore, mentre mi muovevo con sicurezza nel tuo mondo, sentendo tra le mani le redini della mio divenire.
Attendevo che tutto e tutti venissero a me, (continua…)

Fili

// giovedì 21 gennaio 2010 // Nessuno ha detto // Frammenti, Riflessi, dell'Altro

A volte mi perdo.
Perdo il filo dei pensieri, il filo del discorso, il filo logico di quello che stavo facendo.

e cado in un incanto

Cristallizzato in un limbo sordo.
Poi con le dita cerco a ritroso il filo trovando quello affilato della realtà.

e sanguino

Libero

// martedì 15 dicembre 2009 // 3 hanno detto // Frammenti, dell'Altro

Sto leggendo un libro. Un libro pieno di speculazioni intellettuali.
Io non amo le speculazioni intellettuali. È come dedicare un’attenzione minuziosa ai dettagli per prepararsi ad uscire e poi rimanere tutta la sera e la notte che segue a rimirarsi davanti lo specchio.
E invece bisogna uscire. Prima o poi si deve infilare l’aria nelle narici.
Odorarla la notte, capirla, sedurla, succhiarla e lasciare dentro di lei la tua impronta, con tutti i dettagli che hai preparato. Lasciarle fare la sua parte.

Sto leggendo un libro. In cui si parla della teoria dei pesci (continua…)

Manichini quasi imperfetti

// mercoledì 9 dicembre 2009 // Nessuno ha detto // Frammenti, dell'Altro

Sono un esteta. Amo il bello in senso assoluto. Ricerco la bellezza nella perfezione, nella composizione dei dettagli, in quella tensione assoluta dove nulla è più perfettibile. Allora, quello, diviene inequivocabilmente bello. Quando in chi osserva si generano emozioni, sensazioni. Quando entrano in gioco, attraverso la vista, tutti gli altri sensi. Percezioni tattili di materie, oggetti, tessuti, mani, animali, volti; melodie nella testa o l’urgenza di ascoltare una canzone di cui non si ricorda più il titolo ma che fa così; il desiderio di respirare a fondo un particolare odore; l’emergere in bocca di quel sapore che ti prende la gola, quella voglia che catalizza languidamente la lingua che schiocca nel palato toccando furtivamente le labbra. Quando quello che (continua…)

In guardia

// martedì 24 novembre 2009 // 2 hanno detto // Riflessi

È così. Quando si perde una battaglia e si rimane feriti nel profondo. Quando si è colti alle spalle mentre nessuna minaccia sembrava incombente. Quando l’accidente giunge speronando il corso normale della propria esistenza e l’incidente è incomprensibilmente più tragico in proporzione alla causa. Quando l’anima, la percezione, la ragione, il pensiero, la forza, lo spirito e tutte quelle sfaccettature che tratteggiano la natura di un uomo vengono spinte nel baratro senza luce. Messe in un sacco e spinte giu. Neanche la luce dell’ingannevole (continua…)

This is the life

// martedì 2 dicembre 2008 // Nessuno ha detto // Riflessi

Ci sono suoni, melodie, canzoni, ritmi che si impadroniscono di te. Ogni fibra, ogni cellula sopita si risveglia e tende fortemente a quella sensazione; descrivono chiaro nell’animo e e tracciano linee sempre più nette negli occhi. Tagliano fuori ciò che ti circonda e le linee si fanno definite, i contorni più marcati, stendendo veli di colore su colore fino ad essere decisi. Immagini che si impongono portando a riva una sensazione che galleggiava dentro di te, oscillando; seguendo la marea di giorni vaghi tra la superficie e l’abisso.

(continua…)