ho scritto di ‘coscienza’

Finalmente

// mercoledì 10 marzo 2010 // Nessuno ha detto // Frammenti, Riflessi

Sempre più spesso mi capita di pensare che se mi togliessero ogni cosa di quelle che faticosamente ho conquistato, o semplicemente acquisito, ricevuto, preso, trovato, se mi dessero un’occasione per spogliarmene, per togliermele di dosso, di liberarmene, lo farei.

Con dolore, certo, ma con il piacere di ritrovarmi uomo. Con un enorme sospiro di sollievo.

Cesserei di essere schiavo delle mie qualità, dei miei talenti.

finalmente libero finalmente nudo finalmente vivo

Parole

// mercoledì 3 febbraio 2010 // Nessuno ha detto // Frammenti, Riflessi, dell'Altro

Come voler raccogliere sassi a piene mani e toccare con la punta delle dita il fondo del contenitore.
Così avverto le mie parole. Dure, ruvide, poche.
Ritrovo parte di ciò che ho perduto perdendo ciò che faticosamente dolorosamente avevo ritrovato.

essere il tutto di ogni cosa

Non sono in debito d’ossigeno eppure l’aria nei polmoni mi spinge in superficie e cerco qualunque cosa capace di ancorarmi ancora a questo fondo.

devo saziarmi gli occhi dei dettagli di questo abisso

E manco a me stesso, come un traditore ad una promessa.

Pranzo di Natale

// giovedì 24 dicembre 2009 // Nessuno ha detto // Frammenti, dell'Altro

Mi sfuggono le coalizioni autocelebrative che diluiscono la miseria interiore di chi vi partecipa. Coloro che proclamano sempre il contrario di quanto realizzano, che ribaltano la realtà solo con l’infamia, che godono dell’illusione di essere sempre nel giusto e non si inginocchiano mai al ragionevole dubbio. Coloro che giudicano (continua…)

Cinque anni.

// martedì 20 gennaio 2009 // Nessuno ha detto // dell'Altro

Cinque anni da qui. Uno spazio temporale. Una parentesi tra la prima e la quarta di copertina. Un battito di ciglia che resti fermo come le ali a riposo di una farfalla. Una linea tracciata tra due punti qualsiasi dell’universo. Un bisogno assurdo, impossibile, inconcedibile, eppure proprio per questo urgente.

Ho bisogno di cinque anni. Cinque anni attraverso i quali perdermi. Cinque anni in cui possedere il recinto di quattro pareti nascoste da file elegantemente impilate di libri. Libri di cui ignorare il titolo ma assaporarne la consistenza. Far scorrere tra (continua…)