Atmosfere
// mercoledì 26 novembre 2008 // Frammenti
Una piccola biblioteca su rotaie. Il caldo tiepido sulla pelle, che risaliva rapidamente sulle guance e raggiungeva le dita a placare i morsi del vento gelido dell’attesa. I sedili comodi ed un odore neutro, cauto alle narici, docile nel non solleticare la memoria per associarlo ad alcun ricordo.
Il finestrino rimandava sagome sfocate di alberi in lontananza in una luce lattea colma di promesse di neve. Tutto come se il treno si muovesse in direzione di un altroquando.
E ancora dentro il rumore sfuggente di pagine rovesciate su notizie, storie, trame, dottrine, scienze, filosofie. Un luogo protetto, un microcosmo perfetto.
Poi l’arrivo. Le porte si aprono battendo il ciak per un’altra scena, per altre improvvisazioni, mentre l’aria fredda dell’esterno s’insinua tra i sedili ed i corridoi saturando i vagoni lavando via ogni residuo di quel piccolo cammeo letterario.
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