I miei pezzi
Appunti
// venerdì 4 febbraio 2011 // Nessuno ha detto» // dell'Altro
La matematica è utile alla vita.
Anche per quelli come me, che non hanno dimestichezza con i numeri. Con anni di scuola passati ad evitare i compiti e le interrogazioni, senza preoccuparsi di calcolare le probabilità di insuccesso.
La matematica è utile a contare le cose che hai da fare.
Quando le conti gli dai un peso specifico. Un’identità.
Non sono più molte, tante, troppe o una infinità di cose. Sono quelle cose.
Un numero finito. Preciso, stabile, incontestabile.
Contare le cose mette ordine ed equilibrio.
E un po’ di tristezza. Ti ritrovi improvvisamente le tasche
…ancora un pò
Allenamento
// venerdì 7 maggio 2010 // Nessuno ha detto» // Frammenti, Riflessi
…ancora un pò
Sintonie
// giovedì 1 aprile 2010 // Nessuno ha detto» // Frammenti
Vivo il disturbo di una sintonia fine regolata in assenza di una sensibile manualità e padronanza dei gesti.
Finalmente
// mercoledì 10 marzo 2010 // Nessuno ha detto» // Frammenti, Riflessi
Sempre più spesso mi capita di pensare che se mi togliessero ogni cosa di quelle che faticosamente ho conquistato, o semplicemente acquisito, ricevuto, preso, trovato, se mi dessero un’occasione per spogliarmene, per togliermele di dosso, di liberarmene, lo farei.
Con dolore, certo, ma con il piacere di ritrovarmi uomo. Con un enorme sospiro di sollievo.
Cesserei di essere schiavo delle mie qualità, dei miei talenti.
finalmente libero finalmente nudo finalmente vivo
Talento
// giovedì 4 marzo 2010 // Nessuno ha detto» // Frammenti, dell'Altro
Disegnare, è la cosa più primitiva di cui io sia capace.
L’ultimo appiglio. Il primo approdo.
È qualcosa di viscerale, gutturale, profondo, di aderente all’anima come una pellicola di pelle, nervi e arterie.
Disegno per vomitare, espellendo quello che mi fa male, che mi sta uccidendo. Per esorcizzarlo, trovarlo li davanti agli occhi, inchiodato su un foglio,
Don(‘t)
// martedì 16 febbraio 2010 // Nessuno ha detto» // Frammenti, dell'Altro
Avevamo immaginato, ognuno a suo modo, uno scorrere del Tempo e della nostra vita comune, certamente diverso da questo.
Tu Maestro ed io allievo di un’Arte che non si può insegnare: vivere.
Ricordo le mattine prive di catene e di obblighi, un sole pieno su luoghi in cui i pomeriggi avrebbero visto intrecciarsi storie, vite, parole, sussulti di una umanità destinata a ridurre con il tempo i propri orizzonti, a rinvangare la propria esistenza per trovarvi ancora tracce di fertilità mentre l’ultima stagione buona lascia posto al prossimo inverno; la si poteva osservare dall’alto, attenderne l’odore, mentre mi muovevo con sicurezza nel tuo mondo, sentendo tra le mani le redini della mio divenire.
Attendevo che tutto e tutti venissero a me, …ancora un pò
Parole
// mercoledì 3 febbraio 2010 // Nessuno ha detto» // Frammenti, Riflessi, dell'Altro
Come voler raccogliere sassi a piene mani e toccare con la punta delle dita il fondo del contenitore.
Così avverto le mie parole. Dure, ruvide, poche.
Ritrovo parte di ciò che ho perduto perdendo ciò che faticosamente dolorosamente avevo ritrovato.
essere il tutto di ogni cosa
Non sono in debito d’ossigeno eppure l’aria nei polmoni mi spinge in superficie e cerco qualunque cosa capace di ancorarmi ancora a questo fondo.
devo saziarmi gli occhi dei dettagli di questo abisso
E manco a me stesso, come un traditore ad una promessa.


